A.N.P.I. di Cervia

«Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita.» (Antonio Gramsci)

Il “voltone” del Palazzo comunale

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Un consigliere comunale, ovviamente della minoranza, ha rivolto una interpellanza al nostro Sindaco in merito al comportamento di due agenti della locale Polizia municipale che «…hanno sanzionato delle ragazzine turiste, poco più che diciottenni che incautamente circolavano a bordo della loro bicicletta personale nel tratto vietato di uno dei due voltoni…». Mi viene quindi da chiedermi che cosa sia e che cosa rappresenti il “voltone” che collega la piazza Garibaldi con la piazza Pisacane.

Quel voltone è una sorta di archivio all’aperto che raccoglie le memorie della nostra storia dal 1700 ad oggi; alle sue pareti, le lapidi ed i busti ci narrano le storie dei benefattori della nostra città, dei nostri grandi personaggi, dei nostri martiri, e ci ricordano, scolpiti nel marmo da scalpelli benemeriti, gli umili, coloro privi di potere, condotti alla morte in guerre spesso assurde o autoimmolatisi per noi, per la nostra libertà e per la costruzione di uno stato repubblicano e democratico.

Quel voltone, dunque, non è solo un luogo di transito, ma un tempio, un sacrario civile delle nostre radici, in grado di ricordarci che la libertà e la democrazia si sono raggiunte con lunghe lotte, con innumerevoli sacrifici, con volontà ferrea, ma che si possono perdere quando non siano nutrite ed alimentate. Perché, dunque, si è messo in discussione un comportamento legittimo di due agenti della Polizia municipale che hanno operato secondo le norme sancite dal Consiglio comunale relativamente al rispetto della sacralità di quel “voltone”?

Ecco, in questo momento di sfogliatura culturale, l’interpellanza in oggetto mi richiama alla mente la metafora di Jacques Prévert che riguarda vecchi dalla fronte esigua che, ogni anno, ogni chilometro, indicano ai ragazzi la retta via, con un gesto di cemento armato. Spero che non sia così, perché oggi non abbiamo bisogno di “verità” di cemento che ci riportino ad un passato tragico; abbiamo bisogno, pensando al futuro, di sentirci fieri del nostro passato, laicamente sacro, e di difendere questa sacralità anche nei confronti di “ragazzine” più o meno diciottenni. Un ringraziamento ai vigili della nostra Polizia municipale.

Giampietro Lippi

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