A.N.P.I. di Cervia

«Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita.» (Antonio Gramsci)

L’A.N.P.I., I REFERENDUM E LE CHIACCHIERE

Lascia un commento

comunicato stampa

L’A.N.P.I., I REFERENDUM E LE CHIACCHIERE

COMUNICATO STAMPA

Da alcune settimane l’A.N.P.I. (Associazione nazionale dei Partigiani d’Italia) subisce numerosi attacchi per la sua legittima e democratica scelta di aderire alla campagna referendaria per il NO relativamente a: 1) due referendum per l’abrogazione dei capilista bloccati e per l’abrogazione del premio di maggioranza per l’elezione della Camera dei deputati ai sensi della legge 6 maggio 2015, n° 52 e 2) un referendum per l’abrogazione della modifica della forma di governo, del Senato e dei rapporti Stato-Regioni, Abolizione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione.

Non si riesce a capire bene la ragione di questo accanimento, perché, dalla sua fondazione ad oggi, l’A.N.P.I. ha sempre contrastato con tutta la sua forza i tentativi di modificare, peggiorandola, la Costituzione repubblicana che, per altro, non è stata ancora compiutamente attivata. Alcuni esempi:

  1. Legge 31.3.1953 (legge truffa) che intendeva assegnare il 65% dei seggi della Camera dei Deputati al partito o alla coalizione dei partiti in grado di acquisire, superandola, la metà dei voti validi. La LEGGE TRUFFA fu abrogata anche per merito dell’A.N.P.I.
  2. Governo Tambroni, in carica dal 25 marzo al 27 luglio 1960, con il supporto determinante dei missini. Quel governo cadde anche per merito dell’A.N.P.I.
  3. Il Governo Berlusconi propose una legge costituzionale (Disegno di legge 16.11. 2005, aggiornato il 22.06.2006) che non venne attivata da un conseguente referendum. L’A.N.P.I. ancora una volta si adoperò con tutte le sue forze per evitare l’approvazione di un testo di legge che, pur abbastanza simile a quello che viene discusso oggi, prevedeva modificazioni costituzionali non pertinenti.

Ci deve essere, in questi attacchi, qualcosa che sfugge alla razionalità; se l’A.N.P.I. fino ad oggi ha operato positivamente non si vede perché oggi sia attaccata per il medesimo comportamento di fronte ad una proposta che, per molti versi, è simile a quella a suo tempo sollecitata dal governo Berlusconi e non confermata da un referendum. In Italia abbiamo forse l’abitudine di sostenere o di rifiutare una legge a seconda del suo promotore o a seconda dei suoi contenuti? La risposta a questa domanda può essere sconvolgente.

Ancora: l’ANPI ha compiuto UNA SCELTA AUTORITARIA? Non mi pare. Essa, come ogni associazione, deve avere uno statuto; il suo, che è stato aggiornato nel 2013, all’articolo 2 registra, tra gli altri, i seguenti scopi:

c) far valere e difendere il diritto acquisito dei partigiani di partecipare allo sviluppo morale e materiale del Paese;

l) concorrere alla piena attuazione , nelle leggi e nel costume, della Costituzione italiana, frutto della Guerra di Liberazione, in assoluta fedeltà allo spirito che ne ha dettato gli articoli.

Inoltre il Regolamento nazionale A.N.P.I. che integra lo Statuto, recita a proposito di alcuni doveri (art.3):

4. Ogni iscritto ha il dovere di contribuire alla vita, alla attività ed al finanziamento dell’ANPI, come fondamento materiale e politico della sua AUTONOMIA.

5. Gli iscritti sono tenuti a rispettare lo Statuto e i Regolamenti dell’Associazione, nonché le decisioni assunte dagli organismi dirigenti.

Dove, dunque, il Comitato ed il Congresso nazionali hanno sbagliato? Il Comitato nazionale, in piena autonomia, ha redatto un documento con il quale sceglieva di difendere la Costituzione con tre referendum praticamente all’unanimità (3 astensioni), ha divulgato il documento alle provincie e alle sezioni; il documento è stato affidato al 16° Congresso che l’ha approvato di fatto all’unanimità e il nuovo Comitato nazionale l’ha confermato con un’altra votazione unanime. Che cosa poteva fare l’A.N.P.I. nazionale di diverso da ciò che ha fatto? Ha confermato la libertà di voto ai referendum; ha chiesto soltanto che i suoi soci non sostengano soluzioni alternative al NO in nome della stessa A.N.P.I. Non mi sembra un’imposizione autoritaria.

Per quanto concerne la situazione della Provincia di Ravenna, il Comitato provinciale, due mesi e mezzo dopo lo svolgimento dei Congressi sezionali, non ha avuto ancora la possibilità di analizzare i dati scaturiti dagli stessi congressi sezionali. I soliti bene informati sostengono che sono molto diversi dal quadro provinciale vagamente raccontato dalla vecchia ed attuale dirigenza. Se così fosse, ma dobbiamo attendere i dati reali e ufficiali, viene da pensare che l’attuale storia avviata avrà una modificazione sostanziale.

Per quanto attiene alle asserzioni, estemporanee o escogitate razionalmente?, di una Ministra hanno già risposto la “vera” partigiana Lidia Menapace ed il comico Crozza.

Buon lavoro,

(Dott. Giampietro Lippi)1

Cellulare: 347 5099512

Email: resistenza2012@gmail.com

_____________________

1 Portavoce dei 24 Consiglieri provinciali ANPI che uscirono dall’aula (seconda seduta del Comitato provinciale) prima della elezione del Presidente provinciale, della Presidenza provinciale e dell’approvazione del bilancio consuntivo, dopo aver dichiarato:

  1. Il ritiro della candidatura del Dott. Giampietro Lippi alla carica di Presidente provinciale
  2. e il rifiuto di tutti i 24 di far parte della Presidenza provinciale
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...